Homage to Billie Holiday

ELOISA ATTI JAZZ

Everything happens for the best" is Eloisa Atti's monographic project on Billie Holiday and the name of her latest album.

The show is a musical and somehow narrative rendering of Holiday's tormented life from the first recordings for Columbia with pianist Teddy Wilson's orchestra and the elegant partnership with Decca to the ' social commitment of "Strange Fruit" and the Commodore parenthesis.

Atti and her fellow companions bring to the attention of the audience the songs that were signed by Holiday herself, like the poignant ballad that titles the show, as well as songs famously interpreted by the unforgettable artist.

Eloisa Atti, daughter of Bolognese poet Luciano Atti is a singer, a musician and an original composer.

She has been singing ever since she was a child, when she performed around Europe for 6 years with the prestigious Italian Choir from Bologna “Piccolo Coro dell’Antoniano”. She studied violin and piano at Bologna’s Conservatory G.B. Martini as a teenager and started singing jazz in her twenties. Soon after that she began a career performing in clubs with a long jazz tradition in her native hometown of Bologna. It was her passion for Brazilian music that lead to start the sextet “Caputolindo”. With this group she performed in well known Latin Jazz

Festivals around Italy. After 5 years of enjoying this enriching experience she dissolved the group in order to go back to her love for jazz and blues, though maintaining her delicate feel for melody typical of the Brazilian musical style together with a delight in moving the rhythm of a song’s theme through her personal style.

After graduating with honors in Languages at the University of Bologna, with a thesis about African American music as a supplement for teaching English, she founded her Jazz Quintet “EAJQ”, which has now become a sextet, with which she has been performing ever since in famous Italian and international Jazz venues and Festivals.

Besides “Everything happens for the best”, she has so far made three records in duo with guitarist Marco Bovi, where she sings and plays the concertina, plus three more records, featuring her original songs for which she was praised by the press with the words “light as butterfly flights, but of a consistent lightness”.

She has been featured on Italian tv as well as on several theatre shows working as a vocalist.

Atti studied singing with La Verne Jackson and attended courses and

workshops held by Bob Stoloff, Rachel Gould, Mark Murphy, Jay Clayton, Dena De Rose, Luciana Souza, Steve Gut, Barbara Casini. She is now Professor at the Conservatory A. Buzzolla of Adria, Italy.

L’ Eloisa Atti Jazz Quintet, nato attorno allo studio della figura e della musica di Billie Holiday, si è inizialmente dedicato alla ricerca e all'arrangiamento, nel rispetto della tradizione, di brani tratti dal repertorio caro alla grande artista tra gli anni '30 e '50. Il progetto, originariamente chiamato Fine and Mellow Tunes, si è poi evoluto allargando la propria sfera d'interesse alla voce femminile afromericana tra musica e poesia con lo spettacolo A Journey.

Del 2015 è Everything happens for the best il nuovo lavoro che ha portato alla realizzazione dell'album omonimo. Lo spettacolo ripercorre musicalmente e storicamente la tormentata vita di Billie Holiday dalle prime incisioni per la Columbia assieme all'orchestra del raffinato pianista Teddy Wilson, all'elegante collaborazione con la Decca, passando attraverso l'impegno sociale di "Strange Fruit" e la parentesi Commodore, fino ad arrivare alla tragicità di Lady in satin, album inciso l'anno precedente alla sua scomparsa. 

Eloisa Atti ha scelto di portare all'attenzione del pubblico, oltre a brani notoriamente interpretati dalla Holiday, considerata da molti la più grande cantante jazz di tutti i tempi, anche le canzoni firmate dalla stessa artista, come la struggente ballad che dà il titolo allo spettacolo.

Eloisa Atti, figlia del poeta bolognese Luciano Atti, comincia a cantare al Piccolo Coro dell’Antoniano, e contemporaneamente si fa conoscere dal pubblico bolognese esibendosi in diverse trasmissioni televisive assieme allo scomparso cantore dialettale Agostino Sassi.

Si forma da bambina con lo studio del violino al Conservatorio G.B. Martini di Bologna, in seguito studia canto sotto la guida della cantante di Chicago Laverne Jackson, della maestra Luisa Lodi e del contralto Beatrice Sarti. Prosegue con i corsi di formazione superiore in canto jazz presso il Conservatorio A. Buzzolla di Adria e partecipa a workshop di Bob Stoloff, Rachel Gould, Mark Murphy, Jay Clayton, Dena De Rose, Luciana Souza, Steve Gut e Barbara Casini.

Voce morbida e colorata d’intime sfumature, Eloisa Atti ha alle spalle collaborazioni con artisti quali Jimmy Villotti, Patrizia Laquidara, Mirco Mariani, Fabio Morgera, Enrico Farnedi. Partecipa in studio a progetti originali di Sacri Cuori, Francesco Giampaoli, Enrico Farnedi, Giacomo Toni, Mara Luzietti, Daunbailò, DJ Farrapo, Riccardo Lolli, Internote.

Ha esperienze live significative e durature come interprete e come compositrice con SUR (album Sur e Il limite), Caputolindo, Hammond Bandits, Eloisa Atti Jazz Quintet, Acerocielo e con il duo più che decennale con il chitarrista Marco Bovi, col quale ha inciso tre dischi.

Dopo aver preso parte a diversi spettacoli teatrali e televisivi, nel 2014 si dedica all’album Penelope con la produzione artistica di Francesco Giampaoli (Brutture Moderne), da lei interamente ideato e composto.

Dal 2007 è docente d’inglese e di Dizione per Canto per i Corsi Accademici di Triennio e Biennio Jazz presso il Conservatorio A. Buzzolla di Adria.

Tra il 2013 e il 2014 è stata direttrice artistica musicale del Gaya Caffè e del Fienile Fluò. Nel 2015 è stata direttrice artistica della XVI edizione del festival jazz Zola Jazz & Wine.


“Eloisa non vuole assolutamente emulare la sua principale 
fonte d’ispirazione, ha tonalità differenti, più leggiadre, 
dal piglio meno drammatico ed evocativo, 
ma ha una padronanza vocale e un ottimo senso della misura 
tale da far comprendere l’idioma della sua/nostra beneamata. 
Giù il cappello anche di fronte ai musicisti, tutti eccelsi in egual misura…. 
Uno dei più sentiti omaggi, paragonabile, se non in alcuni 
casi superiore, ad alcuni, di artisti americani ed europei, 
animati dalla stessa intenzione”. 

Silvano Brambilla - Il Blues - Dicembre 2015